A metà aprile del 2014 sono
finalmente riuscito a mettere le picche sul couloir N-Est del Monviso. Si
tratta di un itinerario molto bello e abbastanza impegnativo, in ambiente di
alta montagna, per il quale ho avuto sempre difficoltà a reperire notizie sulle
condizioni. Bisogna infatti salire verso il Viso Mozzo per poter vedere la
parte bassa della parete, quella tecnicamente più difficile, caratterizzata da
tre muri più o meno ghiacciati (meglio “più” ovviamente). La primavera
scorsa,poco prima di Pasqua, mi sono arrivate voci sul fantomatico Couloir.
Così ho cominciato a guardare le foto dei report sci alpinistici della zona
alla ricerca di conferme per poi decidermi a dedicare qualche giornata ad una
visita.
Un mercoledì pomeriggio con Gianluca e Marco, siamo quindi saliti al
rifugio Quintino Sella dove Il gelo ci ha accolto nel locale invernale spazioso
e pulito. Il giorno successivo siamo rapidamente saliti alla base della
goulotte e alle prime luci abbiamo iniziato la salita. Le lunghezze sono filate
via senza particolari problemi a parte lo stillicidio di fine pietrisco mosso
dal forte vento nei canali superiori. Siamo poi ridiscesi in doppia attrezzando
gli ancoraggi, vista la mancanza pressoché totale di materiale in parete.




Sarebbe stato bello continuare verso la vetta, infatti la salita integrale di questa linea presenta uno spessore alpinistico maggiore ed è sicuramente meritevole, purtroppo però ci siamo lasciati ingolosire dalla possibilità di salire l’indomani il couloir Claude. Quest’ultima ascensione si è in realtà arrestata alla base del primo tiro per l’impraticabilità dello stesso, visto l’assenza di ghiaccio a fronte di una grande quantità di neve inconsistente. Grazie agli sci il successivo rientro alla macchina è stato rapido e indolore. Sempre magnifico il “RE DI PIETRA” nella sua veste invernale.
Sarebbe stato bello continuare verso la vetta, infatti la salita integrale di questa linea presenta uno spessore alpinistico maggiore ed è sicuramente meritevole, purtroppo però ci siamo lasciati ingolosire dalla possibilità di salire l’indomani il couloir Claude. Quest’ultima ascensione si è in realtà arrestata alla base del primo tiro per l’impraticabilità dello stesso, visto l’assenza di ghiaccio a fronte di una grande quantità di neve inconsistente. Grazie agli sci il successivo rientro alla macchina è stato rapido e indolore. Sempre magnifico il “RE DI PIETRA” nella sua veste invernale.