Sergio Deleo - Il Blog

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lunedì 30 novembre 2015

Mont Maudit - Overcouloir e Country Couloir



La linea di cresta che collega la Tour Ronde al colle della Fourche e al  Mont Maudit rappresenta non solo il confine di stato con la Francia ma anche lo spartiacque tra  la frequentata zona dei Satelliti e della stessa Tour Ronde e quella ben più selvaggia del bacino della Brenva. Del resto la complessità, la lunghezza e i rischi oggettivi presentati dagli itinerari di questo versante  stanno certamente alla base di questa scelta da parte di molti alpinisti. Proprio in questa zona , tra la classicissima linea della cresta Kuffner e quella possente disegnata dallo Sperone della Brenva, volevo segnalarvi due belle vie che mi è capitato di percorrere in passato. Si trovano entrambe sulla spalla del Maudit posta vicino al Colle della Brenva,  a sinistra del profondo canalone che costeggia la Cretier o via degli Italiani (altro itinerario certamente consigliabile).
Country Couloir










 La Prima ,  detta Voie Diagonale , risale con difficoltà classiche (pendeza  45° / 55 °) inizialmente il profondo canalone prima citato, per poi proseguire lungo l’evidente pendio obliquo da destra a sinistra ed infine  uscire nei pressi del Colle della Brenva con un tratto di cresta nevosa molto estetico ; supera un dislivello di 700 metri con uno sviluppo evidentemente superiore e l’itinerario risulta più vario di quello che si potrebbe pensare. A superare lo stesso dislivello rettificando però il tracciato ci ha pensato in più riprese il grande Giancarlo Grassi negli anni ottanta. La seconda proposta riguarda proprio una delle sue creazioni, o meglio  la ripetizione del'Ovecouloir nella parte bassa, con uscita dal muro della parte alta seguendo poi la goulotte Country Couloir (Belinger -Fantini). A mio parere si ottiene così una linea  molto logica  e interessante con difficoltà IV - 5 . Queste ultime sono concentrate soprattutto nel superamento del muro di uscita sul pendio mediano e nella parte alta di questo itinerario.
 Le basi d’appoggio per il versante Brenva sono il rifugio Torino o il Bivacco della Fourche. La discesa si effettua lungo la via normale del Maudit e sono quindi richieste nevi assestate. Difficile trattenersi nel cercare aggettivi superlativi per descrivere queste  vette , linee e panorami. Credo comunque che a definire questi luoghi come magnifici non ci si sbagli. Nel sito la relativa galleria fotografica.











sabato 14 novembre 2015

Super giornate autunnali

Ancora a spasso per i sentieri della Valle d'Aosta con queste incredibili giornate autunnali. Testa Bernarda e Mont Beabé     

lunedì 2 novembre 2015

Alpeggi di Arpisson da Gimillan- Cogne


 Complice una brutta caduta in arrampicata a fine settembre,  dalla quale non mi sono ancora del tutto ripreso, nei giorni scorsi ho avuto modo di apprezzare queste fantastiche giornate e la magia dei colori  autunnali.

mercoledì 21 ottobre 2015

Aiguille Verte - goulotte Bettembourg - Thivierge - Aprile 2010



 Le montagne più belle del mondo? Una missione impossibile !  la scelta delle cime è molto soggettiva,  legata  a emozioni personali e molti sono gli elenchi  che sono stati stilati.
L'Aiguille Verte, con le sue linee slanciate.ed eleganti,  rientra certamente nella mia lista personale.
Sono stato molte volte su questa montagna, spesso percorrendo gli itinerari che superano la bella e famosa parete nord. Tra questi quello più gettonato in queste ultime stagioni è stato sicuramente la sottile  goulotte Late to say i’m sorry , oltre ovviamente al classicissimo couloir Coutourier. Volevo invece segnalarvi, in questa occasione, il  budello di ghiaccio grigio che si stacca alla sinistra del couloir Coutourier, dopo aver percorso i primi due terzi di quest’ultimo. Si tratta della goulotte Bettembourg- Thivierge  , aperta nel maggio 1975 dalla  forte cordata di guide di Chamonix.















Ho avuto la fortuna di percorrere questo itinerario nell’Aprile 2010  in compagnia di Damiano Barabino. Nella luce metallica della nord questo imponente toboga di ghiaccio risulta in realtà poco visibile. Lo si supera con quattro lunghezze con pendenze intorno agli ottanta gradi,  rese spesso faticose dalla qualità del ghiaccio  duro e poco lavorato dai passaggi. Un ripido pendio di neve porta poi sotto la torre rocciosa  della Grande Rocheuse che si supera con un tiro su terreno misto (non particolarmente difficile ma delicato in caso di neve inconsistente, come mi è successo di trovarlo in alcune occasioni). E anche possibile uscire direttamente al colle tra la Verte e la Rocheuse, con una aerea traversata sotto le rocce di quest’ultima, come facemmo con Damiano nel 2010,  per velocizzare la salita. Si tratta di una variante di uscita dal Coutourier molto estetica ;  un’ ascensione completa e di soddisfazione valutata IV- 4 in ambiente straordinario come  sempre è quello delle nord. L’avvicinamento  dal Grands Montets  è comodo e voloce,  mentre la discesa sul versante opposto, quello del Talèfre,  non è da sottovalutare. In inverno e soprattutto ad inizio primavera la discesa dal couloir Whymper risulta  comunque rapida e meno pericolosa grazie al buon innevamento e alle temperature non troppo elevate. Gli sci sulla schiena in queste salite possono essere piuttosto noiosi ma un volta calzati,  superata la terminale del Whimper ( ovviamente c’è chi lo scende sci ai piedi  ),  possono trasformare un rientro infinito in un’esperienza quasi divertente !
 








                                        
                                            Sul sito potete trovare la relativa galleria fotografica.