Le mia vita da alpinista e fotografo: avventure, ascensioni, spedizioni, viaggi e fotografia di montagna
Sergio Deleo - Il Blog
sabato 14 novembre 2015
Super giornate autunnali
Ancora a spasso per i sentieri della Valle d'Aosta con queste incredibili giornate autunnali. Testa Bernarda e Mont Beabé
lunedì 2 novembre 2015
Alpeggi di Arpisson da Gimillan- Cogne
Complice una brutta caduta in arrampicata a fine settembre, dalla quale non mi sono ancora del tutto ripreso, nei giorni scorsi ho avuto modo di apprezzare queste fantastiche giornate e la magia dei colori autunnali.
mercoledì 21 ottobre 2015
Aiguille Verte - goulotte Bettembourg - Thivierge - Aprile 2010
Le montagne più belle del mondo?
Una missione impossibile ! la scelta delle cime è molto soggettiva, legata a emozioni personali e molti sono gli elenchi che sono stati stilati.
L'Aiguille Verte, con le sue linee
slanciate.ed eleganti, rientra certamente nella mia lista personale.
Sono stato molte volte su questa
montagna, spesso percorrendo gli itinerari che superano la bella e famosa
parete nord. Tra questi quello più gettonato in queste ultime stagioni è stato
sicuramente la sottile goulotte Late to
say i’m sorry , oltre ovviamente al classicissimo couloir Coutourier. Volevo
invece segnalarvi, in questa occasione, il
budello di ghiaccio grigio che si stacca alla sinistra del couloir
Coutourier, dopo aver percorso i primi due terzi di quest’ultimo. Si tratta della
goulotte Bettembourg- Thivierge , aperta
nel maggio 1975 dalla forte cordata di
guide di Chamonix.
Ho avuto la fortuna di percorrere
questo itinerario nell’Aprile 2010 in
compagnia di Damiano Barabino. Nella luce metallica della nord questo imponente
toboga di ghiaccio risulta in realtà poco visibile. Lo si supera con quattro
lunghezze con pendenze intorno agli ottanta gradi, rese spesso faticose dalla qualità del
ghiaccio duro e poco lavorato dai
passaggi. Un ripido pendio di neve porta poi sotto la torre rocciosa della Grande Rocheuse che si supera con un
tiro su terreno misto (non particolarmente difficile ma delicato in caso di
neve inconsistente, come mi è successo di trovarlo in alcune occasioni). E
anche possibile uscire direttamente al colle tra la Verte e la Rocheuse, con una aerea
traversata sotto le rocce di quest’ultima, come facemmo con Damiano nel
2010, per velocizzare la salita. Si
tratta di una variante di uscita dal Coutourier molto estetica ; un’ ascensione completa e di soddisfazione
valutata IV- 4 in
ambiente straordinario come sempre è
quello delle nord. L’avvicinamento dal
Grands Montets è comodo e voloce, mentre la discesa sul versante opposto,
quello del Talèfre, non è da
sottovalutare. In inverno e soprattutto ad inizio primavera la discesa dal
couloir Whymper risulta comunque rapida
e meno pericolosa grazie al buon innevamento e alle temperature non troppo
elevate. Gli sci sulla schiena in queste salite possono essere piuttosto noiosi
ma un volta calzati, superata la
terminale del Whimper ( ovviamente c’è chi lo scende sci ai piedi ),
possono trasformare un rientro infinito in un’esperienza quasi
divertente !
venerdì 9 ottobre 2015
Aiguille Du Plan - Parete Nord - Primavera 2009
Nel
giugno del 2009 sono stato con Marcello a ripetere la via Charlet-Simond sulla
parete nord dell’Aiguille du Plan . Non si tratta di una parete che attira
immediatamente l’attenzione, incassata com’è nel piccolo bacino del ghiacciaio
di Blatière. Sullo stesso versante lo sguardo viene attirato dalla parete nord dell’Aiguille du Midi,
decisamente imponente e dalla frastagliata cresta delle Aiguilles de Chamonix.
Il versante settentrionale della Plan misura comunque ben mille metri di
dislivello, selvaggio e racchiuso tra la Dent du Caiman e l’Aiguille des deux Aigles.
Presenta una prima parte rocciosa ed una seconda glaciale , caratterizzata da
un ghiacciaio sospeso.
La
Charlet è un itinerario bello e vario che segue il filo dello
sperone roccioso della parte bassa della parete, aggirando alcuni gendarmi, per
poi superare il ghiacciaio seraccato superiore seguendo la linea di minor
resistenza. Il tratto chiave è rappresentato dal muro di ghiaccio da superare
per prendere piede sul ghiacciao sospeso. Nel 2009 superammo questo tratto, che
presentava un breve muro a ottanta gradi,
abbastanza agevolmente. I muri della parte alta del ghiacciaio li
evitammo poi seguendo una evidente goulotte sulla sinistra. A parer mio si
tratta di una bella linea, difficile ma non esageratamente impegnativa se in
buone condizioni, che si può concludere
rientrando alla Midi seguendo la bellissima
cresta Midi-Plan.
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