Nel mese di giugno 2015, poco
prima dell’inizio dell’ultima torrida estate, sono stato con Daniela a ripetere
la parete nord ovest della Grivola. Percorrendo l’alta Valle d’Aosta è
difficile non rimanere colpiti dagli imponenti versanti settentrionali di
questa montagna, descritta dal Carducci come “ L ’ardua Grivola bella”. La sua forma piramidale ed un buon
innevamento, la rendono infatti particolarmente elegante. Al di sopra del
ghiacciaio sospeso del Nomenon si innalza la ripida parete nord-est, delimitata a sinistra dalla omonima cresta e a destra dalla cresta nord. Alla destra di
quest’ultima si trova la grande parete nord-ovest che scende dalla vetta fino
ai bei pascoli del vallone del Nomenon con un dislivello di ben 1700 m. Non si tratta certo
di un’ascensione particolarmente impegnativa ma comunque piacevole, allenante e
che offre degli scorci molto belli sulle montagne valdostane. Questo versante
va inoltre annoverato tra le più belle e classiche pareti nord del gruppo del
Gran Paradiso. Collezionare vette, pareti e itinerari, non credo debba essere
la motivazione primaria per un alpinista. Questo “stilare liste” dà anzi una connotazione riduttiva a questa passione
ma rimane comunque per molti una spinta
importante al nostro “ andare per montagne”.
Le mia vita da alpinista e fotografo: avventure, ascensioni, spedizioni, viaggi e fotografia di montagna
Sergio Deleo - Il Blog
sabato 16 gennaio 2016
Grivola parete nord-ovest e il Collezionismo
mercoledì 16 dicembre 2015
Ailefroide parete Nord-Est via Fourastier - primavera 2009
Per chi come me risiede in Valle d’Aosta il massiccio del Delfinato risulta
certamente scomodo e fuori mano, ciononostante sono rimasto affascinato dai
suoi paesaggi aspri e selvaggi fin dalla
mia prima visita risalente a oltre trent’anni fa. In effetti da allora sono
tornato molte volte a ripetere itinerari su queste belle montagne, la più
conosciuta delle quali è senz’altro la Barre Des Ecrins con i suoi 4102 metri. A poca
distanza dalla vetta principale le cime del Pelvoux , del Pic Sans Nom e
dell’Ailefroide dominano con pareti che sfiorano i mille metri di dislivello il
profondo vallone del Glacier Noir. Questi luoghi mi hanno sempre ricordato il bacino
di Argentière, nel gruppo del Monte Bianco, uno delle zone alle
quali sono maggiormente affezionato,
con l’incredibile muro di grandi e severe pareti nord che si estende
per alcuni chilometri sulla sinistra orografica dell’omonimo ghiacciaio.
Tornando al Delfinato e agli Ecrins volevo segnalarvi la via Fourastier
sull’imponente parete Nord-Est dell’Ailefroide Centrale (3927m).
La mia visita
a questo itinerario risale ai primi giorni di maggio del 2009 in compagnia di
Marcello. Lasciata la macchina nel parcheggio invernale poco prima di Pré de
Madame Carle (base di partenza per la via normale alla Barre Des Ecrins)
risalimmo sci ai piedi , alla luce della luna e delle frontali, l’intero
Glacier Noir. Oltre tre ore di avvicinamento, molto utili per “scaldarsi ”prima
della salita , se non che un’incredibile serie di violenti spindrift ci
costrinse ad una lunga attesa prima di poter dare il via alle ostilità .Poco
prima dell’alba, finalmente, attaccai intirizzito la prima serie di larghe
colate di polistirene, non difficili ma ben poco proteggibili, pregando che il
vento avesse finito di spazzolare il ghiacciaio sospeso soprastante inviandomi
violente colate di neve.
Le “richieste” furono ascoltate e poche ore dopo,
superati i brevi risalti (85°)della goulotte
centrale uscimmo sul ghiacciaio pensile illuminato dal sole. Seguì poi
una discreta ravanata con gli sulle spalle, per superare i pendii in neve
profonda ed una bella e impegnativa arrampicata mista tra roccia Oisans (quindi
non eccezionale) e ghiaccio, per superare sul lato sinistro, il bastione roccioso sommitale. Nelle prime
ore del pomeriggio, uscimmo in cresta e
ci affacciammo sul solare vallone du Sélé . Una bella giornata di primavera e
un panorama mozzafiato ma ahimè anche il selvaggio isolamento di queste vette a
ricordarci l’infinita lunghezza del rientro ancora da compiere per tornare a
valle. Molte ore dopo, alle nove e mezza di sera ( o di notte vista la
stagione) varcammo, claudicanti e famelici, la soglia di un ristorantino del
piccolo villaggio di Vallouise. La breve serie di doppie per raggiungere il ghiacciaio, ma soprattutto
l’infinita serie di rovinose cadute che segnò
la nostra interminabile discesa
nel vallone du Sélé ,nel tentativo di trovare un equilibrio tra le nostre
scarse qualità sciistiche e la pessima qualità della neve, sono oramai ricordi
lontani. Quegli stessi ricordi che legano inseparabilmente gli alpinisti alle
montagne.
Itinerario vario in un ambiente magnifico con scorci estetici sui seracchi
del ghiacciaio pensile al centro parete. Dislivello 800 m e difficoltà
complessiva TD / IV . Doppie attrezzate ma da verificare. Svariate relazioni
presenti in rete o sulla Bibbia della zona, il Tome 2 Guide de Haut – Dauphiné di François
Labande.Sul sito la relativa fotogallery.
lunedì 30 novembre 2015
Mont Maudit - Overcouloir e Country Couloir
La linea di cresta che collega la
Tour Ronde al colle della Fourche e al Mont Maudit rappresenta non solo il confine di
stato con la Francia ma anche lo spartiacque tra la frequentata zona dei Satelliti e della
stessa Tour Ronde e quella ben più selvaggia del bacino della Brenva. Del resto
la complessità, la lunghezza e i rischi oggettivi presentati dagli itinerari di
questo versante stanno certamente alla
base di questa scelta da parte di molti alpinisti. Proprio in questa zona , tra la classicissima linea della cresta
Kuffner e quella possente disegnata dallo Sperone della Brenva, volevo
segnalarvi due belle vie che mi è capitato di percorrere in passato. Si trovano
entrambe sulla spalla del Maudit posta vicino al Colle della Brenva, a sinistra del profondo canalone che
costeggia la Cretier o via degli Italiani (altro itinerario certamente
consigliabile).
| Country Couloir |
La Prima , detta Voie Diagonale , risale con difficoltà classiche (pendeza 45° / 55 °) inizialmente il profondo canalone prima citato, per poi proseguire lungo l’evidente pendio obliquo da destra a sinistra ed infine uscire nei pressi del Colle della Brenva con un tratto di cresta nevosa molto estetico ; supera un dislivello di 700 metri con uno sviluppo evidentemente superiore e l’itinerario risulta più vario di quello che si potrebbe pensare. A superare lo stesso dislivello rettificando però il tracciato ci ha pensato in più riprese il grande Giancarlo Grassi negli anni ottanta. La seconda proposta riguarda proprio una delle sue creazioni, o meglio la ripetizione del'Ovecouloir nella parte bassa, con uscita dal muro della parte alta seguendo poi la goulotte Country Couloir (Belinger -Fantini). A mio parere si ottiene così una linea molto logica e interessante con difficoltà IV - 5 . Queste ultime sono concentrate soprattutto nel superamento del muro di uscita sul pendio mediano e nella parte alta di questo itinerario.
Le basi d’appoggio per il versante
Brenva sono il rifugio Torino o il Bivacco della Fourche. La discesa si
effettua lungo la via normale del Maudit e sono quindi richieste nevi
assestate. Difficile trattenersi nel cercare aggettivi superlativi per
descrivere queste vette , linee e
panorami. Credo comunque che a definire questi luoghi come magnifici non ci si
sbagli. Nel sito la relativa galleria fotografica.



sabato 14 novembre 2015
Super giornate autunnali
Ancora a spasso per i sentieri della Valle d'Aosta con queste incredibili giornate autunnali. Testa Bernarda e Mont Beabé
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