Sergio Deleo - Il Blog

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sabato 13 maggio 2017

Roc Basagne da Thumel

Gelo non eccezzionale questa mattina, comunque accettabile. Giusto una crosticina di pochi centimetri che cedeva a ogni passo. In alto un po di farina pressata ben sciabile, in basso, nella discesa,  pochi centimetri di nene marcetta  lenta e non esaltante ma non sfondosa o difficile. Ancora ottimo innavamento in zona Benevolo . Si mettono gli sci al ponticello all'altezza dell'uscita nel vallone della Vaudaletta e quidi si cammina per quidici /venti minuti. Gita con grande sviluppo che mi ha richiesto un po di fatica visto il lavoro di battitura. La giornata non è stata come quella super di martedi alla Gran Vaudala, ma queste montagne sono sempre bellissime.



sabato 4 febbraio 2017

Cascate Legolas e Punta Jolanda

Fine gennaio, tanto ghiaccio e un po meno freddo. Ottime condizioni sulle cascate Legolas in Val d'Ayas (nella foto) , Punta Jolanda e la Nicchia in Valle di Gressoney . Un po più magra Gouloctica in Valsavarenche ma comunque salibile in sicurezza.
Buone scalate.

martedì 3 gennaio 2017

Patagonia 2016- Arrampicata al Cerro Catedral



 
Ancora una volta in Patagonia. Nel mese di Dicembre, nel corso di un viaggio con Daniela in queste terre affascinanti, ho arrampicato al Cerro Catedral non lontano da San Carlos de Bariloche . Granito fantastico, fessurato e lavorato ! Il posto è molto bello. Il Catedral è formato da una serie di guglie disposte ad anfiteatro intorno al laguna Toncek , dove si trova il piccolo rifugio Frey. Le vie sono piuttosto brevi, visto che le pareti più alte superano di poco i 250 m di dislivello. I gradi sono invece molto stretti e sui tiri di un generico 5 il 6a   è assicurato. Le soste e i tiri su placca sono spittati e sulle vecchie classiche si trovano ancora vecchi chiodi. Per essere in Patagonia si tratta sicuramente di un luogo di arrampicata Plaisir, anche grazie a un clima più mite e meno bizzarro rispetto alla zona del Fitz Roy che si trova ben 1500 km più a sud.  Al rifugio, come in tutta l’Argentina del resto, l’atmosfera è simpatica. 
 







 Lo si raggiunge in tre ore e mezza da Villa Catedral, la stazione sciistica a mezzora di strada da Bariloche. A fine primavera e in estate il posto è molto frequentato e può tornare utile la tenda.(portatevi il sacco a pelo anche se pensate di dormire al rifugio perchè la “ zona notte “ non segue esattamente gli standard europei). In compagnia di Pablo ho ripetuto alla Guja Frey le vie Sifuentes-Weber con uscita  Sifuentes-Monti  e la bellissima fessura Donini , alla Torre Central, invece, il classico spigolo nord con ovviamente alcune varianti per non accontentarci di un banale 6a…..Eolo ha ovviamente preso parte alle nostre salite, allietandoci nell’arrampicata ma fortunatamente, senza esagerare. Dalle vette del cerro Catedral la vista spazia sui ghiacciai dell’imponente Cerro Tronador e sull’infinita distesa di laghi e foreste del parco nazionale Nahuel Huapi , un ambiente naturale unico in Patagonia.




sabato 22 ottobre 2016

AUTUNNO 2014 - Grandes Jorasses - parete nord - combinazione Slovena / Croz -



 
 Autunno 2014,la nord delle Grandes Jorasses  è in condizioni eccezionali. Guardando questa immagine di quell’anno, prudono le mani anche a me che sono tutt’altro che un “estremo del ghiaccio”. Pendii nevosi e goulottes tappezzano l’intera immensa e magnetica parete. Che spettacolo!

 Un pomeriggio di inizio ottobre risalgo il ghiacciaio di Leschaux con Fabien , la nostra meta chiude l’orizzonte. E' ancora buio quando lasciamo il nostro posto da bivacco ed è ancora buio quando superiamo la terminale. Difficile trovare il punto giusto dove attaccare sotto una parete così enorme, fortunatamente però è la terza volta nelle ultime settimane che faccio visita alle Jorasses e quindi ci orientiamo più facilmente. Procedendo di conserva più o meno assicurata ci portiamo sotto la prima ripida serie di goulotte che sbocca sul nevaio centrale. Superiamo questo tratto che presenta un breve muro non lontano dalla verticale, poi il primo nevaio e il difficile salto che porta al lenzuolo superiore. Questo salto si presenta come una larga parete ricoperta da polistirene, non ripidissima ma neanche elementare da proteggere. Fabien lo supera brillantemente. Nel 2009 con Marcello avevamo trovato la parete in condizioni ben diverse e le stesse lunghezze ci avevano impegnato non poco. Nel risalire il secondo nevaio la vetta non sembra lontana, purtroppo però è solo un impressione. Non siamo certo lenti ma il tempo passa inesorabile. 
verso il primo nevaio
sotto il muro tra i due nevai
  Ci infiliamo nel couloir di ghiaccio e misto che piega a sinistra e al termine del quale ci si affaccia sul baratro sotto la punta Whymper. Segue un tiro di arrampicata non difficile e poi ancora misto, in questa occasione facilitato dalla grande quantità di ghiaccio. Anche la ripida goulotte di uscita della variante a destra della torre sommitale non è affatto male. Proprio in questo punto, a soli cinquanta metri dalla vetta, eravamo rimasti bloccati  Marcello ed io quando non mancava molto all’arrivo del buio, quello che mancava invece era il ghiaccio! Alle quindici e trenta siamo finalmente in cresta. Ci attende una lunga discesa e quindi ci concediamo solo pochi minuti. Il tempo sufficiente per assaporare il piacere di una grande ascensione su una parete mitica. Sul versante sud fa quasi caldo, gli ancoraggi delle doppie sono ben visibili anche se un po’ da rinforzare. Con qualche acrobazia raggiugiamo il Reposoir e la traccia lasciata dalle moltissime cordate che ci hanno preceduto arrivando dalla punta Walker. Alle ventuno le luci di Planpinceux bucano una fitta nebbia autunnale e ci segnalano la “fine delle ostilità”. Sopra di noi Le Grandes Jorasses non sono più visibili ma ne percepiamo comunque la severa presenza.
Nel sito la relativa galleria fotografica.
nel couloir verso sinistra sopra al secondo nevaio
sotto la torre sommitale-a destra la goulotte di uscita