Sergio Deleo - Il Blog

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giovedì 3 marzo 2016

Triangle du Tacul - Aiguille du Midi : Le Temps est Assassin e le Vent du Dragon - Autunno 2013



Primi giorni di Novembre e ultimi giorni di apertura della funivia dell’Aiguille du Midi . Con Marco ci concediamo due belle giornate nel Bianco per riprendere sensibilità con gli attrezzi da ghiaccio. Le Temps est Assassin al Triangle du Tacul , la nostra prima meta, si trova una cinquantina di metri a sinistra della famosa Goulotte Chèré e di poco a destra della linea della Goulotte des Allemands. Risaliamo una serie di diedri ingombri di ghiaccio, molto estetici. Le difficoltà non sono mai estreme ma spesso alcuni tratti necessitano di movimenti delicati e non banali. Su questo itinerario piuttosto e purtroppo breve ma molto interessante, le soste sono già attrezzate e sui tiri si trova qualche chiodo. Con l’aiuto di  una bella e ben assortita  serie di friends (fino al tre BD) riusciamo a proteggerci  abbastanza bene e a superare con piacere e soddisfazione alcune lunghezze entusiasmanti. Una volta raggiunti i pendii nevosi della parte alta del Triangle ci spostiamo a destra con una traversata ascendente sino ad incrociare il toboga della Chèré , dalla quale ridiscendiamo alla base con poche doppie. 
 










 






Il giorno successivo, dopo una fredda nottata all’Abri Simond, sfruttiamo il vantaggio di poter partire prima delle cordate in arrivo con la funivia. Scendiamo in doppia dalla passerella con le brevi e super gettonate goulotte tutte per noi,  seguendo poi la linea del Le Vent du Dragon , decisamente più fornita della vicina Profit-Perroux. Nuovamente una serie di estetiche lunghezze ci riempie la mattinata che poi concludiamo seguendo la classicissima cresta Des Cosmiques sino alla terrazza dell’Aiguille du Midi . Come spesso succede  a noi alpinisti,  scavalchiamo il parapetto e superiamo la terrazza come extraterrestri tra gli sguardi stupiti  dei turisti per  terminare una volta di più le nostre fatiche all’interno delle cabine della funivia. 
 











 

giovedì 14 agosto 2014

Pilastro Rosso del Brouillard via Les Anneaux Magiques - agosto 2010



Questa estate non sembra la più adatta ad arrampicare in quota, in zone come i pilastri del Brouillard o i Piloni del Freney. Nell’Agosto del 2010 eravamo stati piu fortunati ( rispetto a quest’anno ci vuole poco! ) e con Marcello, Simona e Michel avevamo avuto la fortuna di ripetere la via Les Anneaux Magiques al Pilastro Rosso. Si tratta di una  spettacolare linea di fessure,  aperta da  Piola e Anker nel 89,  che supera il pilastro nel centro con difficoltà obbligatoria intorno al 6b (Frieds fino al 3BD). Il tiro più duro in realtà è di placca e supera un bel muro di granito lavorato. Si arrampica nel cuore del Bianco sospesi sopra il caotico ghiacciaio del Brouillard. 
  
 Nell’occasione si era scelto di dormire qualche ora in meno ma  nei lussi del rifugio Monzino  anziché salire ai bivacchi Eccles, posti in un luogo senza eguali, troppo spesso però intasati dagli alpinisti, in particolare e come ovvio  quando le condizioni delle pareti sono buone.















 Visto il livello della via, avevo casualmente deciso di non privare Marcello, mio compagno di cordata, del piacere di risolvere i tiri più duri , mentre io mi sarei accontentato di quelli più facili. Cosa non si fa per i soci……Un pittoresco banco di nuvole aveva  poi avvolto la parte alta del Bianco in barba alle meteo volta al beau fix , tenendoci così al fresco per tutta la giornata e permettendoci di incastrare mani e piedi nelle fessure senza il minimo dolore.
















 Una super giornata comunque,  passata all’inseguimento di Michel e Simona che filavano diritti verso la vetta malgrado il ghiaccio  nelle fessure terminali, per poi calarci tutti e quattro in doppia alla base e agli zaini, puntando ai verdi  pascoli del fondo valle così lontani da sembrare un miraggio. !