Sergio Deleo - Il Blog

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domenica 19 aprile 2015

Tour dei Colli Tsa Sèche, Garin e Chamolè

il gruppo del Gran Paradiso dal col Tsa Sèche
Sabato 18 ho fatto un giro solitario attraverso i colli Tsa Sèche , Garin e Chamolè con partenza e rientro su Pila. Innevamento ancora buono su tutto l'itinerario. Si parte ancora sci ai piedi e si scende ancora bene nel vallone di Arpisson, anche se non si riesce a rimanere alti, scendendo dal col Tsa Sèche, come si vorrebbe fare. Quindi, con la piacevole aggiunta di qualche curva,  si scende  poche decine di metri di dislivello più in basso e si ripella. Attenzione alle pietre affioranti oltre il col Garin e alla ripida risalita al colle di Chamolè. (alle 11 la neve era ancora accettabile anche se un pò sfondosa). Una bella gita in ambienti solitari, con spendide vedute su Grivola e Monte Emilius, e una bella sciata su neve transformata, a dire il vero insperata, visto il rigelo non eccezionale.

mercoledì 15 aprile 2015

Rateau - Goulotte Allera - Pelatan




Dopo un giro su ottimo firn al Rutor Domenica (partenza da Bonne in Valgrisenche quasi sci ai piedi), sono riuscito ad organizzarmi per una bella via di misto. Martedì ho infatti ripetuto, con Valerio, la Goulotte Allera Pelatan sulla magnifica e severa parete nord del Rateau,  in Oisan. La linea è logica e si raggiunge in meno di un' ora dalla stazione alta ( Ruillans ) della funivia di La Grave. Le condizioni sono buone con ghiaccio su tutte le lunghezze, a parte  un po' di roccia ( attenzione, siamo in Oisan!) nel canale / camino terminale. Il ghiaccio è perlopiù grigio e non  “polistirene” come si vorrebbe, ma è ormai lavorato dai passaggi . Ci si protegge bene con viti medie e qualche friend medio / piccolo .

 Abbiamo trovato un solo chiodo a protezione della difficile uscita dal secondo risalto ( l’ho apprezzato molto! Il passaggio non è certo estremo ma comunque delicato). Risalti a parte, per velocizzare un po’ l’ascensione, siamo saliti in conserva assicurata a 30 / 40 metri . Malgrado il buon rigelo sono " passate " parecchie pietre, probabilmente perchè la parete è molto secca a causa del vento della scorsa settimana. Con l'aiuto degli sci, questa ascensione viene spesso effettuata in giornata.


Attualmente credo sia necessaria un ora a piedi per scendere a La Grave. Noi abbiamo preferito partire dal ricovero che si trova presso la stazione del Ruillans (portare materiale da bivacco). Relazione sul tomo 1 del Labande Massif des Ecrins.

      

domenica 12 aprile 2015

Norvegia - Sci Alpinismo oltre il circolo polare.

Un altro sogno è uscito finalmente dal cassetto! Da sempre, infatti,  avevo in mente di visitare il grande nord, di abbracciare con lo sguardo gli spazi sconfinati nei quali mare e montagne si confondono. Calzare gli sci sul bordo del mare o prendere un traghetto  con gli scarponi ai piedi e gli sci in mano, pronto ad iniziare la gita al di là del fiordo. Visitare i piccoli agglomerati di casette colorate e i porti pieni di pescherecci  dominati da montagne dalle forme bizzarre. Osservare le luci verdi fluorescenti dell’aurora boreale, spostarsi come spettri nel cielo stellato. Tutto questo e molto di più ho avuto modo di vivere negli undici giorni di viaggio trascorsi in Norvegia,  con la piacevole compagnia degli altri partecipanti allo Skifjord di Avventure nel Mondo ben coordinato da Alberto. Accanto a me ,a disegnare curve negli ampi e regolari pendii di queste magnifiche montagne, Stefano, Matteo, Diego, Erica, Laia, Maria, Gabriella, Simonetta, Giacomo e Andrea.

 Abbiamo iniziato la nostra vacanza nella zona di Tromso  salendo il Gratinden 871 m da Storelv (isola di Kvaloy) e il  Soltindan (antecima N) (isola di Ringvassoy) 700 m da Gamnes. Siamo poi scesi verso le isole Lofoten andando, strada facendo, allo Strandstinden 1076 m (isole Vesteralen) da Lodingen . Nei giorni successivi abbiamo poi salito lo Gaitgaljartinden da Liland, 1085 m (Lofoten) e il Pilan 755 m da Laupstad (Lofoten). Tornando verso Tromso ci siamo concessi ancora qualche giornata nella zona della penisola di Lyngen, andando prima al Kjelvagtinden (isola Uloya) 1104 m da Hamnnes , poi al Tafeltinden 1395 m, penisola di Lyngen, da Kopangen, ed infine allo Storhaugen 1142 m da Djupvik  durante la giornata di rientro all’ aeroporto. Le gite hanno molto spesso dislivelli contenuti e qualche "ripellata"  aiuta a utilizzare a pieno la giornata e a sfruttare i pendii più belli.  Gli itinerari sono generalmente facili,  su montagne dai pendii vastissimi “fatte appositamente per lo sci”; nella zona delle Lofoten e nella penisola di Lygen  si possono però trovare anche gite più impegnative dove piccozza e ramponi possono tornare utili. Nel nostro caso la salita allo  Strandstinden e soprattutto quella allo  Gaitgaljartinden si sono guadagnate il livello BSA. Gli  episodi di maltempo a queste latitudini sono frequenti ma hanno il merito di portare sempre neve fresca. L’innevamento per il momento è ancora buono ma non abbondante.  Per concludere posso aggiungere che, come sempre mi succede al rientro dai miei viaggi,  invece di poter spuntare un' avventura dal mio lungo elenco, mi ritrovo con la voglia di tornare ancora in quei luoghi e tra quelle montagne! Arrampicare alle Lofoten, vie di misto nella Penisola di Lyngen , cascate di ghiaccio nell’Eidfjord, nuove idee che come tarli incominceranno incessantemente a lavorare….
Sul sito la relativa fotogallery.


mercoledì 25 marzo 2015

Aiguille Verte versante Nant Blanc - 2008/2011



 Il versante Nant Blanc del’Aiguille Verte mi ha da sempre affascinato. Si tratta di una parete ben visibile dal fondovalle e un po’ di taglio, anche da Montenvers, eppure ha qualcosa di misterioso . Le possenti forme dei Dru  ne limitano il lato destro mentre a sinistra è la bella cresta dei Grands Montets a deliniarne il contorno. Nel 2008 sono stato con Nicolà a ripetere la Charlet – Platanov , la prima linea ad essere stata percorsa sulla parete. Per  difficoltà e  pericoli questa via  potrebbe ricordare una Mayor sul versante Brenva del Monte Bianco. In effetti la calotta glaciale della Verte si protende sulla parete con alcuni seracchi che rendono i pendii sottostanti a rischio. Nella parte alta comuque ,la via si sposta a sinistra su bel terreno misto e al sicuro dalle cadute di ghiaccio. Pochi anni dopo ho ripetuto con Marcello la via inglese Collister/Miller/Richardson. Questa supera la parte bassa stando a sinistra del muro roccioso che sorregge il pendio centrale e supera la parte alta per misto e  ripide goulottes, sino ad uscire sulla cresta Sans Nom vicino alla punta Croux. Certamente sicura ed interessante nella parte alta rimane comunque leggermente sotto tiro nella parte iniziale. Per questa ascensione come per la Platanov,  ci siamo portati sotto la parete scendendo dalla stazione superiore dei Grands Montets. Con un buon innevamento e l’aiuto di qualche doppia questo avvicinamento risulta abbastanza rapido (meglio effettuare un sopralluogo con la luce per individuare la linea di discesa).
 Nel 2011 sono tornato ancora una volta su questa parete con Nicolà . Desiderosi di confrontarci con una delle grandi vie di misto del gruppo del Bianco,  poco di moda e con pochissime ripetizioni, ci siamo diretti alla Bronw-Pattey all’Aiguille Sans Nom. Non ne siamo rimasti delusi ! La via ci ha impegnato duramente per due giornate intere. Con la prima siamo saliti da Montenvers alla base del ghiacciaio sospeso trovando molto difficile una lunghezza per raggiungere il filo dello sperone roccioso (probabilmente non abbiamo trovato il posto giusto). Nella seconda giornata abbiamo superato il ghiacciaio sospeso,  il muro roccioso e l’infinita cresta Sans Nom. Il tiro più impegnativo è rappresentato dal diedro ingombro di ghiaccio posto all’inizio della parete rocciosa . Seguono lunghezze non banali sino all’uscita sulla cresta Sans Nom e anche quest’ultima non permette certo di rilassarsi ! " La nostra giornata è poi proseguita con la nottata " nella quale siamo arrivati in vetta e scesi lungo il couloir Whymper per arrivare all’alba al rifugio  del Couvercle , indecisi ,ancora una volta, se chiedere la colazione  o la cena della sera prima!! Nant Blanc,  una parete selvaggia per grandi avventure. Nel sito trovate le relative gallerie fotografiche.